IL RACCONTO DEL CAMMINO · LUGLIO 2026

Da Lauria a Novi Velia: 190 km a piedi tra fede, tradizione e amicizia

Sette giorni tra Basilicata e Cilento per ritrovare una tradizione e condividere un’esperienza di fede, accoglienza e amicizia.

2–8 luglio 2026   ·   Circa 190 km, andata e ritorno

Un’antica tradizione torna a vivere

Dal 2 all’8 luglio 2026, un cammino lungo circa 190 chilometri tra andata e ritorno ha unito Lauria al Santuario della Madonna di Novi Velia, sul Monte Gelbison. Sette giorni di pellegrinaggio tra Basilicata e Cilento, vissuti nel segno della fede, della memoria e della condivisione.

A organizzare e intraprendere il viaggio sono stati Raffaele Papaleo, Santo Cozzi ed Egidio Filardi, con il coinvolgimento delle associazioni “Più siamo meglio stiamo” e “Gruppo trekking Lauria”. Con loro viaggiava anche lo stendardo dell’Associazione Mariana “Antonio Albanese”.

Secondo quanto ricordato dagli organizzatori, risaliva al 1959 l’ultimo pellegrinaggio dei laurioti compiuto a piedi sia all’andata sia al ritorno. Dopo 67 anni, questa tradizione è tornata a vivere.

La partenza da Lauria, il 2 luglio 2026, con gli striscioni delle associazioni.

La partenza: un messaggio di pace e fratellanza

Il pellegrinaggio è stato dedicato a Papa Leone XIV e alla memoria di Antonio Albanese, storico Procuratore dei pellegrinaggi a piedi dei laurioti fino al 1959. I suoi figli, Mario e Rocco, hanno offerto supporto e assistenza, rendendosi disponibili a intervenire in caso di difficoltà.

La partenza da Lauria, intorno alle 6:15 del 2 luglio, è stata accompagnata dal saluto del sindaco Antonio Rossino, che ha consegnato ai pellegrini una lettera rivolta ai sindaci delle comunità attraversate.

Un messaggio che ha dato al viaggio un significato ancora più ampio: camminare per la pace nel mondo, promuovere il dialogo e rafforzare i legami di fratellanza, solidarietà e collaborazione tra le comunità del Mezzogiorno.

Prima della partenza è arrivata anche la vicinanza di monsignor Vincenzo Orofino, vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro, che ha ricordato il valore spirituale del pellegrinaggio e la profonda devozione mariana del popolo di Lauria.

Tra Basilicata e Cilento: l’accoglienza lungo il percorso

Dalle campagne di Nemoli, Rivello e San Costantino di Rivello, il cammino è proseguito attraverso Sapri, Villamare, Vibonati, Policastro, Torre Orsaia, Castel Ruggero e Rofrano.

A rendere speciale l’esperienza è stata anche l’accoglienza ricevuta lungo la strada. Incontri, gesti di disponibilità e momenti di condivisione hanno accompagnato i pellegrini nelle diverse tappe.

Il 3 luglio, a Torre Orsaia, il parroco don Antonio Marotta ha offerto un ricovero sicuro. Il giorno successivo, a Rofrano, i camminatori hanno pernottato nell’agriturismo di Cono. Non sono mancate le notti in tenda, sistemata dove le condizioni lo consentivano.

Alla generosità delle persone si sono affiancate le difficoltà del viaggio: zaini pesanti, lunghe distanze e tratti senza possibilità di rifornirsi d’acqua.

Una tappa del cammino a Rofrano.
Tra i sentieri e la vegetazione del monte.
Lungo il percorso verso il Santuario del Monte Sacro.

La salita al Santuario del Gelbison

Domenica 5 luglio è stata la giornata più impegnativa. Da Rofrano, a circa 450 metri di quota, i pellegrini sono saliti al Santuario, intorno ai 1.700 metri, per poi tornare a Rofrano nella stessa giornata.

L’attraversamento del monte ha richiesto grande attenzione: gli antichi sentieri non sono sempre riconoscibili e, nei boschi, la diminuzione della luce può rendere più difficile l’orientamento.

Giunti al Santuario, i tre pellegrini hanno partecipato alla Santa Messa celebrata da don Vincenzo Iacovino, che accompagnava alcuni devoti di Castelsaraceno e Castelluccio.

Al termine della celebrazione hanno salutato la statua della Madonna, raggiungendola attraverso la breve scalinata. Poi, secondo la tradizione, sono usciti dal Santuario retrocedendo, senza voltare le spalle all’altare.

Nella stessa giornata sono arrivati anche altri pellegrini di Lauria, che avevano seguito un itinerario alternativo attraverso il Fortino, raggiungendo il Santuario da est.

Un momento condiviso davanti al Santuario del Gelbison.

Il ritorno e il legame tra i compagni di viaggio

Il 6 luglio i pellegrini hanno ripreso il cammino verso casa, percorrendo il tratto da Rofrano a Torre Orsaia.

Il 7 luglio, a Policastro, Santo Cozzi ha dovuto interrompere il viaggio a causa di un lutto familiare. Pur non potendo proseguire, è rimasto idealmente accanto ai suoi compagni, unito a loro dall’esperienza condivisa.

Raffaele Papaleo ed Egidio Filardi hanno continuato il percorso, arrivando a Lauria nel pomeriggio dell’8 luglio e completando il pellegrinaggio di andata e ritorno.

Le tappe del pellegrinaggio

Il programma prevedeva sette giornate di cammino.

2 luglio 2026
Lauria → Sapri

3 luglio 2026
Sapri → Torre Orsaia

4 luglio 2026
Torre Orsaia → Rofrano

5 luglio 2026
Rofrano → Santuario del Gelbison → Rofrano

6 luglio 2026
Rofrano → Torre Orsaia

7 luglio 2026
Torre Orsaia → Sapri

8 luglio 2026
Sapri → Lauria

La distanza complessiva di circa 190 chilometri è quella riferita dagli organizzatori per l’intero viaggio.

Le tracce GPS da scaricare

Gli organizzatori hanno condiviso quattro tracce in formato GPX, utilizzabili con applicazioni e dispositivi compatibili.

Lauria – Sapri
Lunghezza indicativa: 32,0 km

Sapri – Torre Orsaia
Lunghezza indicativa: 21,8 km

Torre Orsaia – Molino Vecchio
Lunghezza indicativa: 16,9 km

Rofrano – Sacro Monte di Novi Velia
Lunghezza indicativa: 8,3 km

Le distanze sono indicative e calcolate dai punti presenti nei file. Le quattro tracce documentano alcuni tratti dell’itinerario e non costituiscono la registrazione completa dei 190 chilometri di andata e ritorno. Non sono inclusi file separati per tutte le tappe del ritorno.

Un cammino da affrontare con consapevolezza

Gli organizzatori desiderano che questa tradizione possa continuare, ma invitano a non sottovalutarne le difficoltà. La lunghezza delle tappe, il caldo estivo, il peso degli zaini, i tratti su strada e l’orientamento nei boschi richiedono preparazione, esperienza e un’attenta pianificazione.

Lungo alcuni tratti i pellegrini non hanno trovato punti di rifornimento d’acqua e hanno dovuto trasportarne almeno tre litri ciascuno. Si tratta della loro esperienza, non di una quantità necessariamente sufficiente per chiunque o in ogni condizione.

Prima di partire è indispensabile verificare condizioni dei sentieri, previsioni meteo, rifornimenti d’acqua, pernottamenti e possibilità di rientro. Le tracce GPS sono un aiuto all’orientamento, ma non garantiscono la sicurezza o la percorribilità attuale dell’itinerario.

Illustrazione realizzata con l’intelligenza artificiale a partire dalla fotografia della partenza.

I passi diventano ricordi, i compagni di cammino diventano parte della nostra storia.

Una tradizione da custodire

Il pellegrinaggio da Lauria al Gelbison è stato molto più di una prova fisica. Ha riunito fede, storia e amicizia, riportando alla luce gesti e rituali tramandati nel tempo.

Nei passi dei pellegrini, nell’accoglienza delle comunità e nel ricordo di chi ha percorso queste strade prima di loro, una tradizione è tornata a vivere. Un patrimonio da custodire e condividere, con lo stesso spirito di rispetto e fratellanza che ha accompagnato il viaggio.